Cerca nel blog

Caricamento in corso...

mercoledì 23 maggio 2012

"La donna vampiro": simbolo di forza?


Cari visitatori,
finalmente scrivo di nuovo qualcosa altrimenti il mio scarno blog diventa sempre più triste. Veniamo a noi: poco fa gironzolando per il web ho notato questa notizia (che solo dopo ho scoperto essere vecchia di mesi purtroppo): "A Caracas, a una mostra compare la donna vampiro". Ammetto che la cosa mi ha incuriosita non poco... Che diavolo significa "Donna-vampiro"? Ora, io non so se lo sapevate già, ma si tratta di una donna di 35 anni con il corpo completamente ricoperto di tatuaggi, piercing e addirittura impianti sottocutanei in titanio che riproducono delle corna. USSIGNUR! Ma questa è veramente matta! A me piacciono molto i tatuaggi (ma non so se li farei) e un pò meno i piercing ma devo dire che a tutto c'è un limite! Questa è la ragazza in questione...Ma chi è in realtà questa donna? Si tratta di Maria Josè Cristerna, è messicana e ha quattro figli. Ha deciso di tatuarsi perchè ha scoperto essere la sua forma di liberazione personale contro le violenze domestiche che ha subito dopo essersi sposata diciassettenne. La sua famiglia è profondamente cattolica e lei stessa è cresciuta in un istituto religioso. Nonostante tutte le sofferenze è diventata avvocato e ora difende i diritti delle ragazze maltrattate. E le corna? A suo dire rappresentano la forza e la potenza, una sorta di auto-incoraggiamento per non mollare mai. L'intento è nobile ma secondo me ci sono altri metodi per dimostrarlo senza impianti, né corna in titanio né modificazioni dentarie per somigliare a un vampiro perché, secondo Maria, tutto ciò serve a renderla quasi immortale (proprio come un vampiro). Ma secondo me una dimostrazione così eccessiva rivela gli ostacoli che ancora deve superare l'animo di questa donna. Secondo me esplicitarli in questa maniera esagerata rivela una profonda insicurezza e debolezza d'animo perchè non serve nascondersi dietro litri di inchiostro sulla pelle o modificazioni corporali. Forse non è ancora convinta del percorso che sta affrontando ma ha solo voglia di stupire gli altri per acquistare ancora più sicurezza. Secondo voi questa è la strada giusta per riuscirci? Nel frattempo ammirate altri esempi di extreme body modifications cliccando qui (se avete il coraggio...): http://www.oddee.com/item_96617.aspx. Al prossimo post...







lunedì 7 maggio 2012

Delio Rossi non ha poi tutti i torti...

Cari visitatori,
sotto consiglio di un amico (grazie Andri!) dedicherò questo post a un argomento che mi è sempre stato molto a cuore: il rispetto. Ultimamente avrete sentito parlare di un avvenimento riguardante il mondo del calcio: il calciatore serbo Adem Ljajic che gioca nella squadra della Fiorentina avrebbe urlato al suo allenatore Delio Rossi, ex giocatore della Vis Pesaro che amava accompagnare spettatori disabili fra gli spettatori per farli assistere  alle partite che lo stava sostituendo con un altro giocatore: "Sei più handicappato di tuo figlio!". L'allenatore, che ha due figli, uno dei quali diversamente abile, avrebbe quindi picchiato il ventenne giocatore reagendo all'amaro e tristissimo insulto proveniente dalla bocca di quell'ignobile calciatore che avrei volentieri picchiato anche io se si sarebbe trattato di mio figlio o avesse riguardato una persona cara. Non amo la violenza ma ammetto che certe occasioni sfuggono al nostro controllo soprattutto se viene toccato un nervo scoperto dove tutti siamo vulnerabili cioè la famiglia o le persone che amiamo. Questo è il video che riprende l'attimo in cui l'allenatore di fionda sul giocatore per punirlo:



L'allenatore ha certamente sbagliato perchè venire alle mani per risolvere una questione che non ci è congeniale o ci ha offeso è intollerabile, ma se ci pensate bene: chi è stato veramente quello violento? Un giovane senza alcun minimo rispetto per la situazione familiare altrui che si permette di insultare o l'uomo che ha sentito offendere suo figlio e ha reagito usando le mani?
A voi l'ardua sentenza....

lunedì 30 aprile 2012

Scrivere qualcosa... Si, ma cosa?

Cari visitatori,
è una vita che non vi scrivo più! Non vorrei essere monotona ma ormai avrete senz'altro capito perché il mio blog è sempre meno ricco di post (purtroppo!). Ho notato che qualche affezionato lettore chiede di aggiungersi al mio gruppo su Facebook e la cosa mi rende entusiasta perché significa che qualcuno è interessato a ciò che scrivo. Comunque sia, benvenuti di nuovo nel mio blog! 
Ora arriva la parte più difficile: parlare di qualcosa! Spesso quando non si ha niente da dire o si tace o si instaura una conversazione basata sul nulla. Cosa fate quando volete conoscere una persona nuova e non avete la più pallida idea di cosa dire? Spesso si inizia con: "Oggi è proprio una bella giornata!" e idiozie relative al tempo. Se il vostro interlocutore annuisce e vi asseconda non siete esattamente sulla buona strada... Ma come faccio io a vedere le vostre facce o se magari state già dormendo? Io continuo a scrivere (tanto è uno dei miei passatempi preferiti quando non lavoro), voi nel frattempo siete liberi di continuare a leggere (o dormire, mangiucchiare qualcosa e chi più ne ha più ne metta!). 
Vicino a me ho il libro che mi è stato regalato per il mio compleanno: si tratta dell'ultimo libro di Carlo Verdone "La casa sopra i portici". E' un volume arricchito da foto dove l'attore descrive i ricordi che hanno caratterizzato la sua infanzia e adolescenza e hanno contribuito a costruire la sua personalità, necessaria per impersonare tutti quei personaggi che hanno colorato lo schermo di un tempo (www.verdonepedia.xoom.it/personaggi_verdone.htm). Chi non ricorda il pignolo Furio o l'ingenuo Mimmo? Per rinfrescarvi la memoria, cliccate in basso:


Verdone è sempre stato uno dei miei comici preferiti peccato che negli ultimi tempi sia diventato un pò troppo serioso nelle sue battute ma gradisco comunque i suoi film anche se i suoi personaggi tendono ad essere un pò troppo affetti da vittimismo. Ma tornando al libro, ve lo consiglio perchè il lessico è molto semplice, potrebbe leggerlo anche un bambino e quando scrive molto spesso sembra quasi di immaginarsi la scena che racconta. Avete visto che sono riuscita a scrivere di qualcosa? Non è nulla di importante ma magari vi avrò distratto dai vostri mille pensieri quotidiani... O magari avete già navigato verso altri mari più interessanti chi può dirlo. Nel frattempo vi aspetto numerosi al prossimo post!!!


domenica 25 marzo 2012

Quando la natura regala emozioni: l'aurora polare.


Cari visitatori,
recentemente ho visto un servizio del TG5 dove si parlava di qualcosa che ognuno di noi dovrebbe vedere almeno una volta nella vita: l'aurora boreale. Io ho sentito parlare di questo fenomeno tante volte, ho visto diverse immagini nei libri di scienze ma non ho mai vissuto questa esperienza dal vivo. 
Se dovessi spiegarvi cosa sia l'aurora boreale, probabilmente non capireste niente perché non è facile. In teoria si tratta di un fenomeno generato da particelle elettromagnetiche portate dal vento solare che reagiscono a contatto con uno strato terrestre chiamata ionosfera (ovviamente prendete ciò che vi dico con le pinze e magari informatevi su Wikipedia). Questo contatto genera il fenomeno luminoso che noi tutti conosciamo, il quale è possibile ammirare in inverno quando la luce del sole non disturba il fenomeno e si può rimanere col naso all'insù per tutta la sera. Il colore che è più frequente ammirare in cielo è il verde mentre è più raro ammirare la volta celeste tinta di un rosso sangue che sembra coli dal cielo (non è un film horror tranquilli!). Addirittura è possibile ascoltare il suono emesso dalle particelle reagenti che somiglia ad un sibilo. 
Guardate questo video, che spiega (purtroppo in inglese ma si capisce dalle immagini cosa venga detto) da dove deriva questo fenomeno, visibile in Finlandia, Alaska, Norvegia (e quindi si parla di aurora boreale) e Sud America, Australia e nelle zone vicine al Polo Sud (aurora australe):


E ora un video che toglie veramente il fiato per la bellezza che mostra... 
Uno spettacolo sicuramente indimenticabile!


venerdì 2 marzo 2012

Buon senso: questo sconosciuto!

Cari visitatori,
qualche volta penso a come mi comporto quando esco con gli amici o al lavoro e, dato che sono una persona molto riflessiva, cerco di immaginare cosa sarebbe accaduto se avessi adottato un comportamento migliore, con un pizzico in più di eleganza ed educazione anche per non passare come persona scortese (anche se a volte le situazioni che ci si presentano fanno tirare fuori il peggio di noi stessi). 
Oggi, ad esempio, ero seduta nella mia bella postazione all'ingresso del posto in cui lavoro, pronta ad accogliere chiunque entri con un sorriso, e immancabilmente squilla il telefono. Rispondo con tutta la cortesia del mondo. Dall'altra parte del telefono una persona non molto gradita che comincia ad attaccarmi con il suo tipico modo di fare ma che ignoro e, anzi, rispondo gentilmente alle sue richieste. A fine telefonata, gli riferisco molto educatamente che una sua proposta è stata scartata e la telefonata si conclude con un sospirato "Imbecille!" da parte del gentilissimo interlocutore. Allibita per questo modo di comportarsi, ignoro la questione anche se ripensandoci mi fa arrabbiare perchè non me lo meritavo proprio ma le persone di quel genere popolano buona parte del mondo e penso sia inutile litigare ogni volta perchè alla fine i più stupidi saremmo noi. Quindi ho trascurato la sua critica che mi è scivolata addosso come acqua fresca.
Un altro comportamento che mi ha fatto riflettere è stata l'infinita "gentilezza" di alcuni ragazzini nei confronti della mia collega, visibilmente incinta. Salita sull'autobus sovraffollato di studenti, nessuno di questi ha pensato di farla sedere come il buon senso ci suggerisce e lei purtroppo si è dovuta sorbire il viaggio in piedi fra costanti e brusche frenate del pullman.
A volte rimango proprio senza parole di fronte a tanta maleducazione anche se, lo ammetto, nemmeno io sono la reincarnazione del manuale di galateo... Ma ho qualcosa che molto spesso le persone non hanno: buon senso e spero anche voi. Al prossimo post...

mercoledì 29 febbraio 2012

Caso e fantasia: la nascita di un'invenzione...

Cari visitatori,
ricordo che quando ero piccola, all'arrivo di un temporale, mi appollaiavo vicino al davanzale della finestra della nonna e cercavo di inventare un "macchinario" (di fili di lana e mollette per il bucato) in grado di prevedere la direzione del temporale e l'intensità della pioggia. Il vento attraversava le fessure delle persiane e mi pungeva il viso ma io volevo a tutti i costi inventare qualcosa di fantastico e con le dita gelate modificavo la posizione delle mollette per il bucato convinta di aver ideato qualcosa di fantastico. Alla fine, quello strumento non conobbe un futuro roseo: ma secondo voi quell' "invenzione" interruppe il mio estro creativo? Ovvio che no! Ogni volta mi sento Mc Gyver per ogni piccolezza che invento ma che alla fine accelera i tempi di completamento di un'azione (e magari solo dopo mi accorgo che se avessi usato la ragione, i tempi sarebbero stati ancora più brevi...). E poi mi sovviene la classica domanda: esiste qualcuno che ha inventato qualcosa di assurdo? Qualcosa di strano e maledettamente geniale che avremmo potuto inventare anche noi se solo avessimo avuto più fantasia (e tempo e denaro)? O che magari sono nate per caso? Io ho sempre sostenuto che le grandi invenzioni nascano sempre per caso... Ed ecco allora le cose che ci hanno cambiato la vita che non sono state volute ma che sono capitate e hanno cambiato la vita di molti di noi (e soprattutto degli ignari inventori):
1) post-it. quando sfortuna e fantasia si incontrano... Un impiegato della 3M (fabbrica di adesivi) aveva sperimentato un collante molto blando e secondo lui inutile. Contemporaneamente un suo collega con la passione del canto non riusciva a trovare una soluzione a tutti i segnalibri dello spartito che inevitabilmente cadevano a terra ad ogni concerto. Ed ecco la trovata: perchè non unire quel blando collante ai segnalibri? Fu così che nacque il post-it (una benedizione in certe occasioni, soprattutto al lavoro. Ve lo dice una come me che riempirebbe di post-it una parete intera...);
2) microonde: un tecnico della società militare Raytherion si mise le mani in tasca e se le ritrovò appiccicose. Che era successo nelle sue tasche? In fondo c'era solo una valvola di un radar e una caramella... Alla fine scoprì che le radiazioni generate dalla valvola erano in grado di generare calore: nacque il forno a microonde;
3) teflon: vogliamo parlare del materiale di rivestimento delle pentole antiaderente? Un tempo lo stesso materiale era il rivestimento della canna dei fucili che permetteva il transito del proiettile con minor attrito. Fu la moglie di un ingegnere francese, alla ricerca di nuovi usi del teflon, che gli propose quest'azzeccato suggerimento.
Finora queste sono state le invenzioni più curiose ma esistono altre "invenzioni per caso": i raggi X, i pneumatici, il silicone, l'lsd, il brandy, il cono del gelato, il pongo... Tutto frutto della casualità che a volte premia più dell'impegno stesso. Della serie: le cose meravigliose accadono quando meno te l'aspetti... 
Al prossimo post!

sabato 18 febbraio 2012

Bello da vedere, dolce da gustare!

Cari visitatori,
è tempo di Carnevale! In molte città si stanno attrezzando per organizzare sfilate e feste in maschera, come nella mia. Veramente a Fano tutto era pronto per il 5 febbraio ma l'evento è stato rimandato per ben due volte a causa del maltempo e della neve che ha letteralmente sommerso ogni strada della città (e che ancora, a distanza di settimane, crea disagi con tanti cumuli di neve che addobbano le strade impervie, colme di saliscendi di ghiaccio). Ma torniamo a noi! L'Ente carnevalesca è stata sempre orgogliosa di presentare l'evento come uno dei più antichi d'Italia, informando il turista che risale al lontano 1347. Ma perché proprio in quell'anno? Che accadde di così importante da far nascere una manifestazione che è sopravvissuta fino ai nostri giorni? A Fano, vivevano due importanti famiglie: i Del Cassero e i Da Carignano, in contrasto fra loro a causa di convinzioni politiche discordi. La leggenda vuole che in quell'anno, tali famiglie decisero di riappacificarsi e per l'occasione venne organizzata una festa per celebrare la fine delle ostilità fra le due famiglie. In poche parole: nacque il carnevale di Fano! Era usanza durante tale festa organizzare "la corrida con il porco, le corse ai pali, i tiri al bersaglio e il gioco delle trippe" (da un'antica testimonianza dello storico Vincenzo Nolfi). Solo nel 1765 si hanno testimonianze dell'aspetto più caratteristico di questo carnevale e cioè il "getto" (il tipico lancio di caramelle e cioccolatini): in una canzonetta a stampa dell'epoca, infatti, è scritto che le strade di Fano si imbiancavano per i confetti che venivano lanciati. Durante la manifestazione, vengono fatti sfilare giganteschi carri allegorici di cartapesta e gommapiuma, plasmati dalle abili mani dei maestri carristi, che si aprono un varco fra la folla in festa, accompagnati da figuranti in maschera e tanta musica. Dopo aver fatto bella mostra di sé, dai carri comincia a piovere una cascata di caramelle e cioccolatini che bambini (e soprattutto adulti) cercano di afferrare fra aiuole, alberi e persone: una vera e propria lotta per riportare a casa un bel bottino (che di solito arriva ridotto nel portacaramelle di casa perché resistere alla tentazione di mangiarne qualcuno è impossibile!). Un tempo, si cercava di raccogliere più dolciumi possibile utilizzando ombrelli rovesciati che coloravano ancora di più Viale Gramsci ma che vennero poi vietati per questioni di sicurezza (oggi si utilizza il "cono" di cartone ideato e progettato dal Prof. Paolo Del Signore). Il giro dei carri termina con la "luminaria" dove i carri vengono illuminati da fari che rendono l'atmosfera più suggestiva. Per altre curiosità e per conoscere altri spettacoli in programma: www.carnevaledifano.com e www.carnevaledifano.euVi lascio con qualche foto... 

Il "cono" e gli ombrelli raccogli-caramelle

Un carro del 1930
Il carro vincitore dell'edizione del 2011 "La profezia dei Maya"